Questa pagina esiste per dirti tre cose, con la massima chiarezza: perché PetLife360° esiste, dove va ogni euro e perché una donazione qui non è un investimento e non ti dà alcuna agevolazione fiscale.
C'è un animale, proprio adesso, che aspetta. Non sa cos'è un'app, non sa cosa sia il denaro. Sa solo che dietro le sbarre di un box, o legato a un cancello in una sera d'estate, qualcuno che amava non è più tornato. L'abbandono non fa rumore: è uno sguardo che si spegne piano, una coda che smette di muoversi quando i passi, ancora una volta, non si fermano.
PetLife360° nasce per quello sguardo. È nato da una convinzione semplice: che moltissima della sofferenza degli animali domestici non venga dalla cattiveria, ma dalla distanza. Distanza tra un animale che cerca casa e la famiglia che lo starebbe cercando. Distanza tra chi ha appena perso il proprio cane e le persone che, a due strade da lì, l'hanno visto passare. Distanza tra chi ama il proprio animale e le informazioni giuste per prendersene cura davvero.
Accorciare quelle tre distanze è tutto ciò che PetLife360° prova a fare.
Non sono tre funzioni di un'app. Sono tre cose che, se funzionano davvero e su larga scala, cambiano la vita di molti animali.
Troppi animali restano invisibili: annunci sparsi, foto di bassa qualità, rifugi senza tempo né strumenti per farsi vedere. Una vetrina unica, seria e gratuita cambia il destino di chi oggi nessuno guarda.
Quando un animale sparisce, ogni ora conta. Oggi si cerca con volantini sui pali e post che si perdono. Con una bacheca geolocalizzata la segnalazione arriva subito a chi è davvero lì vicino, sulla mappa.
Moltissimi problemi nascono da informazioni sbagliate: alimentazione, cure, abitudini, specie gestite come non andrebbe. Cartella clinica, promemoria e contenuti chiari rendono chi ama un animale capace di aiutarlo davvero.
Lo sto costruendo da solo. Senza un team, senza un soldo per il marketing, senza nessuno alle spalle a finanziarmi. Una riga di codice dopo l'altra, nelle ore in cui gli altri dormono, perché sono convinto che evitare anche un solo abbandono valga ogni notte insonne.
Ma un progetto così non vive di sola convinzione: ha dei costi, ogni singolo giorno. E più cresce — più rifugi, più famiglie, più animali, più città, più Paesi — più quei costi crescono con lui. Il tuo sostegno serve esattamente a questo: a farlo crescere abbastanza da contare davvero.
Ogni euro che ricevo non finisce in una tasca: finisce in una ciotola, in un box finalmente illuminato, in un animale che trova casa.
Voglio che sia scritto nero su bianco, prima che tu decida qualsiasi cosa. PetLife360° è un'impresa, non un ente benefico. Questo significa che:
Se cerchi un beneficio fiscale, questa non è la strada giusta — e te lo dico io, che ci guadagnerei a non dirtelo. Se invece vuoi che questo progetto arrivi lontano, sei nel posto giusto.
Le donazioni si ricevono tramite bonifico bancario. Nessuna commissione di piattaforma: quello che invii arriva per intero al progetto.
Indica sempre la causale: mi serve per tenere la contabilità in ordine e per distinguere le donazioni dagli altri incassi. Se desideri restare anonimo, basta che me lo scriva: nessun nome verrà mai pubblicato senza il tuo consenso.
Questa non è una trovata di marketing: è una promessa, e la metto per iscritto.
Avrei potuto cercare investitori. Ma chi mette il denaro vuole quasi sempre una cosa sola: farne di più. E quando il denaro diventa il centro, la prima cosa che si perde è proprio l'anima del progetto. Gli animali diventerebbero «utenti», le adozioni «conversioni», la cura «un imbuto di vendita». Io non lo permetterò. Salvo casi rarissimi, e solo con chi condividerà fino in fondo questa visione, non cederò quote a nessuno: voglio che il timone resti nelle mani di chi guarda prima agli animali e poi ai numeri. Sempre.
Non ti chiedo molto. Ti chiedo, se questa visione ti ha toccato anche solo un po', di tenerla viva insieme a me. Una donazione libera — senza interessi, senza ritorni — è una mano tesa verso tutti gli animali che ancora aspettano dietro quelle sbarre. Per molti di loro può essere la differenza tra restare lì… e tornare, finalmente, a casa.
Grazie. Davvero. — Massimiliano